I giovani AC incontrano i nostri rifugiati

Domenica 21 febbraio i giovani di Azione Cattolica si sono dati appuntamento con i rifugiati accolti dal nostro territorio. Dopo la S.Messa, ci siamo seduti a tavola assieme e condiviso una buona pizza: prime titubanze ed ostacolo linguistico presto superati, il clima conviviale è continuato con il gioco, il canto, poi il racconto delle nostre storie di vita, ma soprattutto delle loro, ed infine con la preghiera.

Ebenisa racconta: “In Ghana appartenevo ad un gruppo che faceva evangelizzazione tra le persone. Quando per me, cristiano, divenne troppo pericoloso restare, attraversai tre stati africani, arrivai in Libia, ma anche lì subivo continui furti e rapimenti, dopo due anni fui costretto a scappare. Ora sono qui, spero di poter trovare la pace finalmente.”

“Sulla barca eravamo in 700. I viveri erano pochi e finirono il primo giorno di navigazione. Maledetta la volta che decisi di bere acqua di mare. Dopo altri due giorni ci salvò vicino a Lampedusa la Marina italiana, che benedico. Siete un bel popolo e vi ringrazio per il vostro aiuto.”

Giulius: “Anch’io dopo alcune settimane di cammino, arrivai in Libia. Ad un certo punto mi misero in prigione, non seppi mai perchè, forse per farci passare la voglia di restare. Dopo un mese infatti mi dissero “O torni al tuo paese, o sali su una barca”. Al mio paese era impensabile tornare.”

Austin dice: “Nonostante mia madre sia stata uccisa e non abbia più notizia delle sorti del mio fratello gemello, sono grato a Dio perchè mi ha dato le persone qui presenti, che sono tutto ciò che ho.”

Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo” San Giovanni Paolo II