Programmazione Cinema Italia dal 28-12 al 03-01

Lunedì 28 dicembre ore 18.30  – BELLE E SEBASTIEN-l’avventura continua – € 5
Lunedì 28 dicembre ore 21  – HEART OF THE SEA – Le origini di Moby Dick – € 5
Martedì 29 dicembre ore 18.30 – BELLE E SEBASTIEN-l’avventura continua – € 5
edì 29 dicembre ore 21  – HEART OF THE SEA – Le origini di Moby Dick – € 5
Mercoledì 30 dicembre ore 18.30 – BELLE E SEBASTIEN-l’avventura continua – € 5
Mercoledì 30 dicembre ore 21  – CHIAMATEMI FRANCESCO di D. Lucchetti – € 4
Sabato 02 dicembre ore 16  – BELLE E SEBASTIEN-l’avventura continua  –  € 5
Sabato 02 dicembre ore 18 e 20.45  – STAR WARS 7 di J.J. Abrams
Domenica 03 dicembre ore 16  – BELLE E SEBASTIEN-l’avventura continua  – € 5
Domenica 03 dicembre ore 18 e 20.45 – STAR WARS 7 di J.J. Abrams
Mercoledì 06 gennaio ore 16 e 18.15 – IL PICCOLO PRINCIPE – € 5
Mercoledì 06 gennaio ore 20.30 – STAR WARS 7 di J.J. Abrams 
BELLE E SEBASTIEN – l’avventura continua
Secondo capitolo di un’annunciata trilogia, Belle e Sebastien – L’avventura continua si differenzia dal precedente episodio grazie al taglio di pura e semplice ‘avventura’ pensato dagli sceneggiatori Fabien Suarez e Juliette Sales, che hanno così concentrato le proprie attenzioni su nuovi ‘rapporti’. Se due anni fa avevamo principalmente assistito alla nascita di un’amicizia, quella tra la gigantesca Belle e il silenzioso Sebastien, in questo sequel scatta lo step padre-figlio, inedito e travolgente per lo stesso giovane protagonista. Un volto, quello di Félix Bossuet, maturato sotto tutti i punti di vista, tanto dall’essere l’assoluto protagonista di un’opera produttivamente impegnativa ed emotivamente in grado, ancora una volta, di suscitare sane reazioni.
Immerso nella meravigliosa natura dell’Alta Moriana della Vanoise, il giovane Sebastien si ritroverà a dover prendere coraggiose decisioni, incrociando sul proprio cammino volti che gli faranno più volte battere il cuore. Non solo suo padre, anarchico e cocciuto proprio come lui, ma anche una giovane ragazzina italiana che finirà per ‘sedurlo’, per non parlare di quella Angelina cercata in lungo e in largo e di quel ‘nonno César da ritrovare dopo giorni di lontananza. Un’avventura da digerire in pochi giorni, quella scritta dai due sceneggiatori, che hanno poi assegnato un posto in prima fila all’elemento del fuoco, decisamente ben ‘gestito’ dal regista Duguay, tra imponenti incendi reali ed altri ricreati in CG.
Il film di Duguay ha il raro pregio della delicatezza, che mai si fa ‘volgare’ nella sua ricercata ostentazione. Perché i legami d’affetto dei protagonisti seminano continuamente tracce di credibilità, arrivando al nocciolo dei sentimenti tramite piccoli gesti. Un abbraccio, uno sguardo, due mani che si stringono, un sorriso, un ‘colpo di fulmine’. Molto del merito, va detto, ricade sui due mattatori, ovvero la meravigliosa Belle e lo straordinario Félix, bimbo di 10 anni dal talento travolgente qui passato alla fase ‘adolscenziale’. Dopo la solitudine del primo capitolo, il suo Sebastien è in questo caso un fiume in piena, un piccolo grande eroe impavido e monello neanche a dirlo protetto ‘a vista’ dal gigantesco amico a quattro zampe. “Belle & Sebastien. L’avventura continua” è una fiaba che mostra il coraggio dei personaggi, ma anche la loro fragilità e il loro percorso di crescita.
HEART OF THE SEA – le origini di Moby Dick
Ron Howard racconta l’odissea della baleniera Essex che ha ispirato “Moby Dick”.
Heart of the Sea fa propri dei toni avventureschi che francamente mancavano ad Hollywood. Le implicazioni di cui sopra vengono schiacciate da tanta magnificenza visiva, che c’è e che a conti fatti rappresenta il fulcro..
La direzione intrapresa è quella dello spettacolo puro, prendere o lasciare. In un contesto da film d’avventura, che è altra cosa rispetto a certi action sgangherati, smaccatamente hollywoodiani; perché questa è una macchina che quando viene fatta funzionare funziona per davvero. La prima metà del film in tal senso si comporta in maniera pressoché impeccabile: da quando Chase s’imbarca sulla Essex ed ha inizio il suo braccio di ferro “morale” col capitano Pollard, passando per i lunghi mesi di traversata, le prime balene catturate e via dicendo. Poi arriva lei, La balena, quella che già, si apprende, ha devastato un’imbarcazione spagnola.
Si ha l’impressione di essere proprio lì, sulla Essex, bagnati, sballottati, fottutamente impauriti. E si è finanche mossi dalla stessa curiosità, mossi dal desiderio di scoprire cosa viene dopo, cosa ci aspetta nella prossima
 
CHIAMATEMI FRANCESCO
Chiamatemi Francesco ricostruisce il percorso di Jorge Mario Bergoglio dalla scelta di lasciare gli studi di chimica, la fidanzata per seguire la vocazione ed entrare poco più che ventenne nell’ordine dei Gesuiti, attraverso i difficili anni della dittatura, come Padre Provinciale responsabile di un istituto dove finì per nascondere semineristi e giovani che sfuggivano dalla polizia di Videla. Dalla drammatica esperienza dei desaparecidos e del terrorismo di stato, Bergoglio ne esce provato e da qui matura la decisione di occuparsi degli ultimi, il film racconta gli anni Novanta e il suo impegno come sacerdote di strada. Fino alla chiamata che viene direttamente dal Papa, da Giovanni Paolo II che attraverso la figura del cardinale Quarracino arcivescovo di Buenos Aires gli chiede di diventare vescovo ausiliare della metropoli argentina e di occuparsi soprattutto delle periferie. Fino alla storica giornata dell’11 febbraio 2013 quando Papa Benedetto annuncia il suo ritiro e si prepara il conclave che eleggerà Bergoglio Pontefice, il film si chiude sulle vere immagini di Piazza San Pietro: “Buonasera!
“La preoccupazione più grande era quella di non fare il santino – dice Luchetti – volevo evitare quei momenti dei biopic in cui il regista in qualche modo dà di gomitata al pubblico per dire vedi già si capiva che sarebbe diventato Papa. Il mio modello è stato The Queen di Stephen Frears, ho cercato l’asciuttezza inglese. Per raccogliere informazioni sulla sua giovinezza abbiamo fatto un lungo viaggio in Argentina, abbiamo parlato con tantissime persone, amici, fedeli, praticamente a Buenos Aires non esiste persona che non abbia un ricordo personale sul Papa. Poi però ho smesso di pensare che fosse una persona viva e vegeta e che abitava ad un chilometro da casa mia, ho persino smesso di leggere i giornali che parlavano del Papa. Oggi scopro che è in Africa e che è un viaggio importante”.
Certo per Bergoglio potrebbe essere una visione dolorosa, i momenti drammatici della dittatura sono raccontati con molto realismo (“mi sono affidato molto al mio cosceneggiatore argentino – dice Luchetti – mi ha aiutato a tenere la barra alta”): i compagni scomparsi, la sua professoressa di chimica gettata da un aereo militare nell’oceano come è avvenuto a tanti scomparsi.
Interpreta il Bergoglio giovane l’attore argentino Rodrigo De La Serna che dice: “Ho sentito principalmente la responsabilità di ritrarre una figura di quella statura, la difficoltà non è stato tanto interpretarlo in modo credibile esteriormente quanto rendere la sua emotività, interiorità e spiritualità soprattutto, questo è un personaggio che mi ha insegnato quasi a pregare”.
STAR WARS 7 – il risveglio della forza 
Luke Skywalker è scomparso. La mappa con il luogo in cui si è nascosto suscita l’attenzione di molti: di Primo Ordine, organizzazione paramilitare che si richiama all’Impero Galattico cercando di restaurarne l’autorità, e della Resistenza, gruppo di repubblicani decisi a contrastare l’autoritarismo di Primo Ordine.
Quando Kylo Ren, malvagia pantomima di Darth Vader, scopre che la mappa si trova all’interno di un droide, si scatena una caccia all’uomo senza tregua, che coinvolgerà Finn, uno Stormtrooper che ha deciso di non uccidere, e Rey, una ragazza che vive rivendendo cianfrusaglie recuperate da astronavi.
Dopo 32 lunghi anni la saga di Star Wars ha un seguito. Transitata dalle mani di George Lucas a quelle della Disney, la serie viene affidata a J.J. Abrams, creatore di Lost, già dimostratosi capace di rivitalizzare Star Trek. Le mani giuste, a giudicare dall’entusiasmo suscitato dai trailer prima e dal film poi, realizzato con i fan e le loro esigenze in mente, cercando di allontanarsi il più possibile, visivamente e narrativamente, dalla deriva presa da George Lucas nella trilogia prequel.
Abrams non tenta di riscrivere un’epica, non prova nemmeno a porsi su livelli rischiosi e impossibili da rendere attuali. Preferisce dichiarare immediatamente la resa di fronte a un mito così impossibile da scalfire che si può solo emulare. Il romanzo di iniziazione di un nuovo gruppo di eroi, catapultati in un’avventura più grande di loro, non può quindi che ripercorrere la struttura narrativa e gli stilemi dell’episodio originale, Guerre stellari o Star Wars IV – Una nuova speranza, di cui Il risveglio della Forza pare un remake sotto mentite spoglie, più che un sequel. Così facendo Abrams attribuisce a Lucas la valenza di classico che non si può riscrivere, al pari di Shakespeare o Omero, e insieme accontenta i fan e prepara il terreno per un’invasione mediatico-commerciale su vasta scala.
IL PICCOLO PRINCIPE
Il futuro di una bambina è totalmente pianificato con rigidità dalla madre, che ne decide momenti di studio e svago al fine di renderla pronta per la nuova prestigiosa scuola, ma soprattutto per quando sarà adulta. I ritmi procedono come programmato, finché lo strambo vicino di casa, vecchio aviatore, non cattura la sua
attenzione con una pagina scritta a mano, su cui racconta e disegna la storia del suo incontro con un bambino nel mezzo del deserto. Col passare del tempo i due sono sempre più uniti, nella casa dell’anziano la piccola riscopre il piacere delle piccole cose e il divertimento della fantasia, lontana finalmente dal grigiore e della serialità in cui è abituata a vivere. Un’isola felice destinata ad affondare. I due amici vengono allontanati, e il vecchio ricoverato in ospedale: solo una persona più salvarlo, e così la bambina parte alla sua ricerca in un incantevole seppur pericoloso e avventuroso viaggio.
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